sabato 29 dicembre 2007

video opere Nadia Lolletti


LollettiNadia.altervista.org


Note della scrittrice Anna Sciacovelli

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Note della Scrittrice ANNA SCIACOVELLI

Abruzzese, classe 1962, un diploma di maturità d’arte applicata conseguito nel 1982 a Sulmona, una notevole propensione per l’acquerello, larga partecipazione ad importanti premi nazionali.
Certo che sin da una prima lettura delle sue opere, nel suo studio di Sulmona, assiemate per una mostra personale, quello che colpisce il fruitore è la delicatezza cromatica e la estrema scorrevolezza del segno che sembra voler accarezzare delimitandolo, quasi in silenzio, il dato formale.
Una poetica del colore in questa sensibile artista che, soprattutto nel paesaggio anche marino, trova la propria fonte ispirativa non trascurando però altre tematiche
In un altalenante gioco di luci-ombre il dato formale sembra essere sospeso tra realtà e sogno in una fantasmagorica tensione cromatica che rassoda, specie nelle nature morte, gli oggetti rappresentati collocandoli in uno spazio atemporale.
Per Nadia Lolletti la pittura e l’arte nelle sue varie forme espressive costituiscono quasi un rifugio per conoscere socraticamente se stessa e, nel contempo, colloquiare con gli altri, con una società, a mio avviso, assai spesso distratta e che lei, artista, cerca di scuotere da un atavico torpore mettendo in giuoco se stessa e la sua stessa personalità.
Quasi una sfida aperta, questa della pittrice, in una continua assiemanza di segno- colore, parole dipinte, appena sussurrate in una atmosfera che sembra travalicare i confini della stessa quotidianità per attestarsi in un mondo “altro”, un mondo di sorprendente luminosità.
Un confronto- scontro, il suo, mentre la stessa emozione che colpisce l’osservatore di fronte a ciascuna opera diventa ed è pagina bianca sulla quale trascrivere il messaggio recepito attraverso il segno-colore dell’artista.
Nonostante una larga partecipazione ad importanti premi nazionali ed internazionali la Lolletti giorno dopo giorno, novella Penelope continua, come fosse la prima volta, a tessere e ritessere le sue tele attingendo alla realtà esterna unicamente come pretesto per lasciar affiorare dal suo ” io “ tutto quello che urge e, nel contempo, trasmettere, quasi a fior di labbra, il proprio messaggio.
Anna Sciacovelli